Eccidio di Melissa (Crotone), 30 ottobre 1949. Tre caduti, tra cui il camerata Francesco Nigro (Responsabile locale MSI e reduce di guerra).
Stranamente Il Movimento Sociale Italiano, nelle sfere nazionali, non rivendicò mai questo suo caduto ed il PCI ne approfittò con un incredibile accreditamento, sia della rivolta contadina che dei suoi caduti, tra cui Angelina Mauro (che pare essere stata militante di
Azione Cattolica), non ho informazioni invece su Giovanni Zito.
Oggi la vicenda é rappresentata nel comune di Crotone in un quadro d'epoca dell'artista Treccani, con un partecipante (forse lo stesso Nigro) a cavallo con la bandiera rossa in mano, bandiera mai esistita in quel contesto, con lo scopo di associare forzatamente questa rivendicazione apartitica e popolare a altre rivendicazioni guidate realmente dal PCI che volevano a quel tempo l'attuazione della legge Gullo; lotte quasi tutte in tinta rossa, vero, ma non quella di Melissa. Non ho niente contro l'artista, pregevole, ma contro questa interpretazione artistica, comoda ad una macchinazione politica dei soliti manipolatori comunisti.
Nigro é il primo caduto, in ordine di tempo, dell'MSI.
Ricapitolando, a Melissa, durante l'occupazione delle terre possedute dai latifondisti, il popolo era guidato da spirito unitario, il PCI non fu presente, non da organizzatore o rappresentante, come ha voluto fare credere in anni di stortura storica. Su un articolo di un giornale locale, anni fa, lessi una testimonianza, che dipingeva un paese intero in marcia con tricolori e canti contadini, armonioso ed in cammino dalle prime ore dell'alba, niente di "rosso" e con il parroco che sconsigliò ed ottenne il non utilizzo di propaganda comunista.
Comunque sia all'arrivo nel latifondo di Fragalà, hanno trovato la morte, a sparare la celere venuta da Bari (Già alloggiata in un casolare dalla notte) sui braccianti rimasti pacifici anche innanzi al piombo.
A governare a quel tempo era la DC, pare fossero stati loro a chiedere l'intervento delle forze dell'ordine, su pressione dei latifondisti, il capo del governo era De Gasperi ed il ministro dell'interno era Scelba, lo stesso che ha posto la firma nel 1952 sulla legge che porta il suo nome, contro la riorganizzazione del partito Fascista in attuazione delle cosiddette norme transitorie; conoscete la solita retorica contro la violenza in cui si é cementato l'antifascismo, resa paradossale dai fatti sanguinosi di Melissa.
Non mi piace l'iconoclastia ideologica, ma visto che la sinistra la pratica, guardate la vicenda del monumento alla pacificazione di Senatore di cui non passa giorno che non ne chiedono demolizione, allora per ricambiare: Chiedo di modificare la bandiera del quadro di Treccani, da rossa in tricolore!
Alla nostra area politica chiedo invece di ricordarsi di questo nostro caduto.
CAMERATA NIGRO PRESENTE!
Davide Pirillo