domenica 16 settembre 2018

RUBRICA | MUSICHE DAL FRONTE (4): FIGLI VENUTI MALE

di Marco Tuccillo (Defend Italia)

Torniamo con la rubrica "musiche dal fronte", questa volta con un'intervista a Luca Bolis dei "Figli Venuti male", band di musica alternativa nata negli ambienti forzanovisti del Presidio di Milano.  Con questa intervista abbiamo voluto scoprire di più in merito al primo album "Sulle nostre mura" e altre curiosità nei confronti di una realtà energica e promettente targata "Figli Venuti Male".

Come nasce il progetto "Figli venuti male"? 

I figli venuti male nascono da un precedente progetto acustico che proponeva cover, gli SMSS, formato da chitarra e voce, basso e tastiera. A inizio 2017 abbiamo deciso di scrivere la nostra musica e di passare ad una formazione più completa introducendo batteria e una chitarra solista. 

Quali sono le principali influenze musicali dei "Figli venuti male"?

Ognuno di noi porta negli FVM le proprie influenze e le proprie esperienze musicali pregresse in altre band. Dal rock classico al punk hardcore, dal progressive rock all’heavy metal. I

Il 29 Settembre ci sarà la presentazione del vostro primo album "Sulle nostre mura", con un live al "Presidio" a Milano, la vostra città; come mai questo titolo?

Perché in un momento storico come quello attuale, di decadenza etica e morale, in cui si dà ogni giorno la caccia al “pericoloso fascista”, in cui si cerca di impedire ogni libertà di azione e di parola ai patrioti e nazionalisti italiani, noi saremo sulle nostre mura finché il sole sorgerà! 

Dalle vostre canzoni si evincono vari lati che vanno dalla goliardia all'impegno militante; cosa sono invece i "Figli venuti male"? Goliardia, impegno militante o entrambi?

I Figli venuti male nascono dalla militanza politica quotidiana, le nostre canzoni, come le nostre azioni, sono rivolte a questo aspetto della vita, ma a differenza di tutto quel mondo che ci odia, noi sappiamo scherzare, sugli altri e su noi stessi.

Noi siamo la meglio gioventù d’Italia e affrontiamo ogni giorno, ogni sfida e ogni aspetto della vita col sorriso sulle labbra, perché sappiamo che questa è la nostra strada. 

La canzone pubblicata "Presidio", appare come una sorta di inno alla vostra "roccaforte", è così oppure c'è di più?

La canzone Presidio nasce per cantare e rendere omaggio a quella che tutti noi sentiamo come la nostra prima casa. 

Ma Presidio non è solo casa nostra, è un punto di riferimento per i patrioti di tutta Italia e tutta Europa: chiunque passi di qua, anche solo per bersi una birra si sente a casa. 

Considerazioni sull'attuale scena della musica alternativa o non conforme.

Il 2018 è sicuramente un’ottima annata per la musica alternativa della nostra area, sono usciti e stanno uscendo molti nuovi album. 

L’auspicio è che possano nascere molte altre band, soprattutto di giovani, che abbiano voglia di cantare e far cantare le nostre idee e la nostra voglia di rivolta. 

Quanto è importante la musica alternativa per l'area, secondo i "Figli venuti male"? Ma soprattutto sarà destinata a sopravvivere oppure è un fenomeno che, prima o poi, si perderà?

La musica è un mezzo fondamentale per la nostra area. 

Visto che ci vengono preclusi molti mezzi di espressione, la musica diventa un mezzo fondamentale, semplice e diretto per veicolare le nostre idee e farle arrivare potenzialmente a chiunque.

Descrivere in una frase il vostro album "Sulle nostre mura".

Scrivere e registrare un album è stato sicuramente impegnativo e divertente. Ogni altro pensiero è giusto sia fatto da chiunque lo ascolterà. 

Un saluto a chi, secondo voi, contribuisce alla vitalità dei "Figli venuti male" e alla loro volontà di fare musica per l'ideale.

Il nostro saluto e ringraziamento va a tutta la comunità di Presidio Milano che ci ha, sin da subito, supportato e spronato a continuare e migliorare, ma in particolar modo a tutti quei ragazzi sparsi in ogni città di Italia che ci danno il loro sostegno aspettando l’uscita dell’album.

Concludiamo qui e approfittiamo per farvi ascoltare l'unico brano, fino ad ora, presentato sulla piattaforme "youtube" come anticipazione al nuovo e primo album "Sulle nostre mura" dei Figli Venuti Male. Buon ascolto e supportate questi ragazzi!

Link anticipazione album: 

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martedì 11 settembre 2018

CAPITALISMO, IL GRANDE MALE ED IL VUOTO ASSOLUTO

di Marco Tuccillo (Defend Italia)

In questi anni di sprechi, di ossessioni nell'ostentare il vuoto assoluto, di corse e di capi chini sugli schermi "luccicanti" degli smartphone, dove tutto è un mercato dove si compra e si vende senza morale, etica e dignità; noi ci ritroviamo nel mezzo a guardare con incredulità ciò che si palesa violentemente dinanzi i nostri occhi, forse ancora ingenui, probabilmente furbi perché in fondo sappiamo che usufruiamo di certe comodità senza poterne fare a meno.

Al contempo, sappiamo anche giungere a dei limiti per un certo rispetto verso la propria persona e il proprio intelletto, al contrario delle immense file per un "caffé" americano da Starbucks, un panino con dubbi ingredienti da McDonald's o il nuovo Iphone della Apple. Come Italiani, siamo diventati incapaci anche nel difendere le nostre tipiche usanze alimentari;  magari troppo impegnati a provare il cinese, il messicano, il giapponese, il tailandese e via discorrendo, dimenticando di incentivare ma soprattutto di amare ciò che è squisitamente italiano.

Possibile che siamo diventati così grigi e tristi tanto da stonare con la bellezza del bianco, verde e rosso che brilla di luce propria nonostante tutto? Si, decisamente, se si pensa a quanto amorfa è diventata la società, che diviene sempre più massa e meno comunità, un gregge pronto a scaraventarsi nell'oscurità più tetra di un burrone dalla quale non si potrà mai più risalire.

mercoledì 5 settembre 2018

Eccidio di Fragalá, Nigro il martire MSI rubato dai comunisti e le mistificazioni

di Marco Tuccillo (Defend Italia)

Il 29 ottobre del 1949 i contadini di Melissa in provincia di Crotone, guidati dal locale fondatore della sezione del Movimento Sociale Italiano e reduce della seconda guerra mondiale, Francesco Nigro (Melissa 1920-1949), con a seguito i propri familiari e gli attrezzi di lavoro, occuparono pacificamente delle terre incolte in contrada Fragalà. La polizia chiamata dal nobile Berlingeri proprietario del fondo occupato, dopo vari tentativi di far sgomberare i terreni occupati, passarono alle maniere forti, lanciando lacrimogeni e sparando colpi ad altezza uomo, rimasero uccisi tre contadini di cui lo stesso Francesco Nigro, Giovanni Zito, Angelina Mauro colpiti alla schiena e 15 altri manifestanti furono feriti. Francesco Nigro è il primo martire del Movimento Sociale Italiano, in ordine cronologico, caduto durante una lotta, aprendo una lunga e triste serie di vittime  nella destra italiana post-bellica.

Pochi anni orsono da parte del giornale "Il Crotonese", il tentativo con un articolo di ristabilire la verità da sempre mistificata dal Partito Comunista Italiano e mai rivendicata dal Movimento Sociale Italiano, infatti basta vedere il quadro nell'aula consiliare del comune di Crotone, riportante Nigro durante la marcia verso il latifondo incolto di Fragalà con una bandiera rossa in mano, bandiera mai esistita. 

Il Crotonese tramite testimonianze aveva ricostruito i fatti, che in realtà più che una lotta politica di parte, era una vera e propria mobilitazione popolare a carattere contadino-religiosa dove tutto il paese (nessuno escluso), all'alba si mise in marcia verso il terreno incolto. Il prete intimò che non ci dovevano essere bandiere rosse, e così fu... tutti in marcia con tricolori inno nazionale e canti contadini. 

Per decenni il Partito Comunista Italiano, prima, e la sinistra oggi si sono professati come ispiratori di quella lotta contadina, con l'aiuto degli amministratori locali che si sono succeduti nel tempo, basta vedere come ancora oggi la storia è riportata dal sito del comune di Melissa. L'MSI comunque, stranamente, se non con timidi tentativi locali non rivendicò mai il suo martire e la partecipazione all'evento. 

Una storia quella dell'eccidio di Fragalà, purtroppo abbandonata nei meandri della storia e seppur tirata fuori, di tanto in tanto, lo si è fatto con la mistificazione dei rossi italiani, da sempre maestri in questa vile arte. L'esempio di Nigro, infatti, non sembra essere l'unico relegato in un ambiente, quello di sinistra, che di certo non gli apparteneva ma anche tanti altri soggetti storici sono stati ereditati in maniera erronea e volontaria per tentare di sciacallare su lotte e battaglie dove in fondo in fondo la vera sinistra non mise mai piede.

Basterebbe pensare all'eterna diatriba sulla questione irlandese, dove alcuni rossi preferivano idolatrare le gesta dell'IRA mentri altri, forse, più coerenti bocciavano il tutto con una semplice frase: "Una questione troppo nazionalista e religiosa per noi comunisti"; anche Che Guevara, che diverrà icona della sinistra, fu "catapultato" in una visione mistificata  fatta di inganni e bugie, dipingendo il rivoluzionario argentino a immagine e somiglianza dei comunisti italiani per puro gusto di farlo proprio. 

Di certo questi non sono gli unici casi, la storia ne ha tanti e ognuno con particolarità e dettagli che andrebbero assolutamente rivisti, per fare in modo che vi sia un degno inquadramento storico non soggetto a mistificazioni e inganni di partito.

martedì 4 settembre 2018

Sindaco PD stende immigrato a pugni, Forza Nuova lo tessera ad honorem

di Defend Italia

LA PROVOCAZIONE | Soverato CZ, Sindaco del PD  (ex pugile) stende immigrato, gli verrà consegnata la tessera ad honorem di Forza Nuova Calabria.

Riceviamo e Pubblichiamo:

«Apprendiamo in queste ore dell'aggressione avvenuta ad opera di un immigrato ai danni di un inerme passante per le strade di Soverato. Il suddetto extracomunitario è stato prontamente fermato dal primo cittadino che si trovava, casualmente, a passare da lì e che, dopo averlo steso con un pugno, lo ha consegnato nelle mani dei carabinieri. 
 
Sono sempre più all'ordine del giorno questi nefasti avvenimenti e sempre per mano di immigrati; non sono trascorsi nemmeno dieci giorni dall'altra triste tragedia che ha scosso la provincia catanzarese (lo stupro di Botricello, per il quale noi invocammo la pena di morte) che eccoci qui a commentare nuovamente dei misfatti compiuti da allogeni. La situazione è insostenibile e la misura è ormai colma! 
 
Il sindaco Alecci, per il coraggio mostrato, non può che meritarsi il nostro plauso, pur appartenendo ad una fazione politica opposta alla nostra. Da queste motivazioni la nostra volontà di consegnargli, simbolicamente, e per mano dei nostri militanti catanzaresi, la tessera ad honorem di FN.
Invitiamo tutti i cittadini italiani (ed a maggior ragione i "primi cittadini") a svegliarsi dal torpore nel quale sono sprofondati da anni. Che questa sia una chiamata a scendere nelle strade, per riappropriarci della terra dei nostri padri: dagli invasori allogeni in primo luogo, ma anche, e soprattutto, da questa classe politica di traditori della patria che si sono alternati in questi decenni.» 

Forza Nuova - Calabria

 

martedì 21 agosto 2018

ORA È TEMPO DI GLORIA E GIUSTIZIA SOCIALE: STORIA DEL PERONISMO

di Marco Tuccillo (Defend Italia)

"Oggi è nata una nuova Argentina, è come un fato tra pioggia e brina

Per un continente lasciato marcire dagli sciacalli senza un avvenire

La nostra bataglia popolare a Buenos Aires ti ha visto trionfare

«Renuncio a los honores pero no a la lucha»: ora è tempo di gloria e giustizia sociale!"

Con questa strofa si chiude il brano "Renuncio" degli Ennesseppi, dedicato alla figura di Evita Peron e del Peronismo in genere. Con questo articolo vogliamo ripercorrere le tappe più importanti della politica peronista o "giustizialista" in Argentina.

1943, un'Argentina pressata dai Mercanti e dai grandi proprietari terrieri a saldo dei Britannici e degli Statunitensi, i maggiori detentori di potere finanziaro e politico nella terra d'argento. Il prepotente dominio straniero provocò delle profonde differenze sociali nel popolo, il quale garantirono la nascita e la formazione di nuove realtà politiche riconosciute negli ambiti socialisti, anarco-sindacalisti, comunisti e anarchici che fungevano, per l'appunto, come opposizione al blocco liberale e liberista filoamericano e filobritannico.

Con la seconda guerra mondiale, i movimenti politici argentini cominciarono a spaccarsi ulteriormente, in particolar modo in merito all'invasione dell'unione sovietica che non fu appoggiata da tutti i comunisti-cosa che portò alla rottura del movimento operaio- e le frange di destra si rifiutavano di vedere la propria nazione accanto agli alleati contro l'asse.

Dalla situazione di profonda instabilità creatasi nella nazione, a spuntarla fu l'ala filofascista e conservatrice che Il 4 giugno 1943, insieme al Grupo de Oficiales Unidos (GOU) realizzarono un colpo di Stato, impedendo l'elezione a presidente del filo-britannico Robustiano Patrón Costas. Il colonnello Juan Domingo Perón, appartenente al gruppo, entrò nel governo alla guida del Ministero del Lavoro e della previdenza. Egli, alla fine degli anni trenta, visse nell'Italia fascista come osservatore militare dello Stato Maggiore argentino e studiò all'Università di Bologna Scienze Politiche ed Economia Corporativa, vedendo con simpatia la politica e l'ideologia fascista, che influenzò moltissimo il peronismo stesso.


Peron come ministro realizzò, nel campo sociale, opere di fondamentale importanza per il popolo argentino come: assicurazioni obbligatorie per incidenti sul lavoro e malattie professionali, la giornata lavorativa di otto ore, lo statuto dei giornalieri, tredicesima mensilità, ferie retribuite, estensione del sistema pensionistico, riconoscimento ufficiale dello status giuridico dei sindacati e altro.

La popolarità di Peron cresceva a dismisura e proprio per tale motivo che venne imprigionato nel 1945, in quanto le manovre che gli consentirono notorietà non erano ben viste dalla forte oligarchia ancora al potere. Il 17 Ottobre dello stesso anno, Peron, venne liberato da una sollevazione popolare che darà vita, dopo non molto tempo, al movimento dei "descamidos", colonna portante della conseguente rivoluzione peronista.

La guida Peronista dell'Argentina, venne contraddistina dalla forte presenza di nazionalisti, socialisti e sindacalisti nelle fila dei sostenitori più fedeli; questa formazione avanguardista portò all'applicazione di una "terza via", aldilà del socialismo reale marxista e il sistema capitalista atlantista. Naturalmente, la funzione della "terza via" economica non venne applicata in tutta la durata del governo peronista, in quanto con il passare del tempo si insediarono politiche di destra e liberali che causarono profonde crepe in quello che era il "sogno peronista" per un'Argentina realmente libera e sovrana.

Un sostanziale disgregamento del regime avvenne con la morte della moglie di Peron il 26 luglio 1952, Eva Duarte de Perón (detta Evita), popolare intrattenitrice radiofonica di umili origini, dotata di carisma e capacità comunicativa, e gestore dell'immagine pubblica del marito.  Dallo stesso anno l'economia comincia a perdere posizioni, a causa dell'esaurimento delle riserve internazionali accumulate durante la guerra, quando l'Argentina costituiva la sesta potenza economica mondiale.

Come già citato, le politiche liberali "destrorse" oramai insediatesi nel sistema peronista, furono un grave problema per la figura del regime; proprio tali politiche consentirono una legge sull'aborto che allontanò totalmente la chiesa cattolica arrivando a inimicarsi con il regime, nuovamente avvolto dai tentatcoli dei potenti poteri economico-finanziari angloamericani.

Il 16 giugno 1955 venne organizzato un colpo di Stato militare da parte della Marina Militare, che bombardò la Casa Rosada tentando di uccidere il presidente. Il 18 giugno Perón fuggì in esilio prima in Paraguay e poi nella Spagna del "Caudillo" Francisco Franco.

Durante l'esilio, in Argentina, vennero a crearsi dei movimenti armati in nome del "peronismo resistente" tra i più noti quello dei "Montoneros", che vennero sostenuti apertamente dallo stesso Peron che ne condivideva la lotta armata e i suoi nobili intenti. 

« In Argentina l’oligarchia dominante si è legata al capitale multinazionale [...] per cui, lo sfruttamento nel mio paese si identificava con la presenza prima inglese e poi statunitense. Il nazionalismo, quindi, è sempre stato sinonimo di liberazione e i due termini, se presi separatamente, non avrebbero avuto senso. Il fenomeno peronista costituiva un’unione variegata: i delusi del Partito Comunista, i settori cattolici più radicali, i militanti che avevano conosciuto il Che, i sottoproletari delle villas miseria, le baraccopoli di Buenos Aires, ma anche una parte consistente della piccola borghesia. Dal 1975 iniziò l’adesione operaia in massa, unendosi al movimento studentesco che lottava soprattutto contro l’eccessiva invadenza statunitense. Il peronismo, dunque, è nato come movimento politico di massa. Più tardi, il ricorso alla lotta armata, non è stata una scelta, ma l’unica forma di resistenza possibile. »

Queste le parole di Miguel Bonasso, italo-argentino, combattente dei Montoneros che riassumeva lo spirito del gruppo paramilitare armato peronista. Proprio grazie al declino economico e sociale dei diversi governi che si susseguirono negli anni sessanta, i Montoneros riuscirono ad aprire la strada per un ritorno di Peron nel Paese.

Nel 1971, però, un nuovo colpo di stato segnò l'Argentina, quest'ultimo venne attuato dal generale Alejandro Lanusse. Con le conseguenti elezioni dell'oramai ripristinato "regime democratico", nel 1973 venne scelto Hector Campora sostenitore di Peron. Campora si dimise nel luglio dello stesso anno per portare la nazione a nuove elezioni, che consentirono il ritorno di Peron, per la terza volta, alla quale gli erano state vietate le elezioni dopo il golpe di Lanusse.

Ma nonostante tutto ciò, oramai il regime peronista era segnato da conflitti interni tra l'ala destrorsa e conservatrice con quella maggiormente socialista e nazionalista. Proprio durante il periodo di profonda crisi interna del peronismo, che Juan Domingo Peron morì il 1 Luglio 1974, lasciando alla seconda moglie Isabel la successione governativa. 

il neo-status governativo, di Isabel Peron, venne rovesciato dall'ennesimo colpo di stato di matrice militare. Il regime democratico venne di nuovo ripristinato nel 1983, dopo il fallimento del Processo di riorganizzazione nazionale e la sconfitta nella Guerra delle Falkland del 1982. Il movimento peronista, dopo una prima sconfitta elettorale da parte dei socialisti, tornò al potere in diverse occasioni (per la prima volta nel 1989), ma mantenendo differenze tra peronisti conservatori (come Carlos Menem) e socialisti nazionalisti (come Néstor Kirchner o sua moglie Cristina Fernández de Kirchner, fautori del kirchnerismo).

In italia, invece, il peronismo riscosse molto successo sia nella destra sia nella sinistra radicale. Lotta Continua sul proprio quotidiano definisce il peronismo come "uno dei fenomeni sociali, politici e ideologici più incompresi del nostro secolo".

Il congresso del Movimento Sociale Italiano a Roma nel 1949 si apre con tutti i delegati che gridano ”Viva Perón!”, mentre Il Borghese si schiera apertamente in favore del presidente argentino anche nella lotta contro il Vaticano, in quella che ritiene “la battaglia per impedire che la formula della DC si estenda anche al Sud America”.

Terza Posizione guardava con simpatia alla lotta dei Montoneros, movimento rivoluzionario peronista di ispirazione socialista nazionale, nato durante l'esilio del presidente Perón.

Oggi, il movimento nazionalista e terzierista Forza Nuova, ha tra le proprie realtà la famosa "associazione Evita Peron", composta dalle donne forzanoviste attive sul sociale.

In conclusione, si può affermare che il fenomeno "peronista" è stato il più popolare e genuino della storia argentina, in quanto permeato nell'animo degli argentini stessi che mai hanno voltato le spalle ai Peron e alla loro visione di una nazione libera, sovrana e squisitamente latina. Il passare del tempo e nuove figure addentratesi nel regime peronista ne causarono la svendita a politiche liberali e liberiste estranee alla dottrina peronista, manovre che portarono alla rottura definitiva. L'Argentina non ha più visto gloriosi tempi come quelli sotto la guida di Peron, un colosso politico e umano che vivrà eternamente nel popolo argentino e in chi trae ispirazione dal "giustizialismo" e la sua volontà di pace e amore.

lunedì 20 agosto 2018

BOXE | Il forzanovista Carafa è campione italiano, FN si aggiudica due campioni in un mese

ITALICA E I SUOI CAMPIONI: DOPO TUAICH, ARRIVA CARAFA

di Defend Italia

Giuseppe Carafa, pugile di Ugento (Lecce), atleta tesserato ad Italica Sport e Avventura (gruppo sportivo forzanovista) e militante di Forza Nuova, si aggiudica il titolo italiano Neo Pro categoria pesi superpiuma, dopo aver vinto l'incontro con Fabrizio Trotta, che ha abbandonato l'incontro alla quarta ripresa, notevolmente in difficoltá.

Dopo la vittoria di Fabio Tuaich a Sequals, dove pochi giorni fa si è laureato Campione Italiano professionista dei pesi massimi, Forza Nuova festeggia il nuovo titolo di Carafa a dimostrazione che la "nobile arte" non è ancora morta ed i talenti del panorama sportivo legato al nazionalismo  hanno molto da dare.

Lo staff di Defend Italia si congratula con il guerriero Carafa e "Italica Sport e avventura" gruppo sportivo di Forza Nuova.


venerdì 17 agosto 2018

Edilizia eterna: L'autostrada del Duce costruita nell'acqua, 4 chilometri in meno di due anni!

Di Defend Italia

STORIA | Il ponte/autostrada voluto dal fascismo, zero revisioni spese, zero speculazioni e con i soldi avanzati furono fatte altre opere pubbliche. Uno spettacolo politico ed ingegneristico del Duce.

Nel 1935 il fascismo fece edificate un mastodontico viadotto  interamente sull'acqua, Venezia-Mestre. Una autostrada/ponte lunga quasi quattro chilometri e con una larghezza  di venti metri, un successo spettacolare dell'ingegnere Eugenio Miozzi. L'opera fu compiuta in seicento ottanta giorni, meno di due anni, alla faccia delle "opere"  post '45 (esempio la Salerno-Reggio Calabria). Il Ponte del Littorio, così si chiamava, è ancora tutto integro ed è stato ribattezzato da quella repubblichetta dempo-patetica: Ponte della Libertà. Un'opera interamente  costruita in assenza di  revisioni dei prezzi e speculazioni al contrario di come avviene oggi ed addirittura a fine opera avanzarono soldi pubblici, immediatamente investiti nella costruzione  del Ponte degli Scalzi. 

GLI UOMINI DEL DUCE ERANO DIFFERENTI, IL DUCE ED IL FASCISMO ERANO FIFFERENTI.