martedì 15 gennaio 2019

QUELLA "FORZA NUOVA" CHE SPOPOLA NELLE BORGATE POPOLARI, DOSSIER ROMA

Dossier Roma, I° Parte

Di Defend Italia

MAGLIANA | Dopo gli attacchi de L'Espresso che a colpi di pseudo dossier e denunce faziose che in questi mesi hanno diffamato e calunniato  pesantemente Forza Nuova, il movimento più a destra d'Italia ha dimostrato di non essere stato scalfito, anzi... 

Non perde infatti il sostegno delle borgate popolari romane. 

Gli abitanti della Magliana sono scesi compatti ed in numero considerevole al corteo "Per il diritto alla casa degli italiani  e contro gli sfratti" , organizzato da FN stessa e che ha attraversato il quartiere sabato 12 gennaio. 

Ricordiamo che proprio la Magliana nel 2016 sempre guidata da Forza Nuova era scesa in Piazza, dove durante una rivolta di quartiere aveva cacciato uno storico centro sociale di sinistra per poi arrivare a murare l'entrata dello spazio occupato. 

Questo popoloso quartiere si riconferma simpatizzante di Forza Nuova a cui continua a dare sostegno.

La locandina che ha chiamato a raccolta per il corteo (sopra). Vero capolavoro della provocacazione, ha suscitato un vespaio di polemiche a cui i giornalisti di sinistra, compresi quelli di Repubblica/L'Espresso, ci sono cascati come allocchi, "andando giù di matto" alla vista della foto del fotografo simbolo della sinistra Tano D'Amico. Geniale.

(Continua.. .) 

venerdì 28 dicembre 2018

CEMENTO E ACCIAIO SUI RESTI DEL SILICIO: LO STATO DEL LAVORO E DEL LAVORATORE

di Marco Tuccillo (Defend Italia)


"A ferro e fuoco, a ferro e fuoco

Cemento e acciaio, sui resti del silicio

Si fottano gli artisti, stilisti e registi

Atei e papisti, profeti e qualunquisti

Io voglio fondamenta in cui affondar le mani

Sangue di operai nei pilastri del domani..."


Questa la strofa che maggiormente caratterizza il brano "CementoAcciaio" dei Siegfried band di Sassuolo (Modena, Emilia-Romangna), proprio su quest'ultima verrà improntato il contenuto che segue, riguardante il mondo del lavoro in Italia.

Italia, un tempo "Stato del lavoro e del lavoratore" nel senso più puro e nobile del termine, scindendo enormemente dall'etichette  liberalmarxiste o turbocapitaliste, che in un modo o nell'altro hanno sempre distrutto il mondo del lavoro con politiche sterili, dannose e a tratti troppo enfatiche sulla retorica della fallimentare lotta di classe, da sempre un chiodo fisso nella testa dei "figli di Marx".

Un mondo del lavoro segnato anche dalle politiche di collusione dei partiti politici con la borghesia patrimoniale, fautrice della ricchezza improduttiva e madre del concetto "lavoratori come numeri" da sfruttare a proprio piacimento e secondo i propri e dubbi canoni qualitativi, per il solo becero scopo di guadagno in un'ottica tutta liberista e capitalista, occidentale oseremo aggiungere ma dal secondo dopoguerra.

A tali manovre "parassitarie" dei padroni dell'industria e dello sciacallaggio economico, non si è mai opposto un sindacato squisitamente nazionale, capace di fronteggiare seriosamente tutto ciò per la tutela esclusiva dei lavoratori, che invece si vedono ingannati da coloro che si ergono loro paladini e massacrati da coloro che si pongono con falsa magnanimità nei confronti di questi.

Quindi, se da un lato abbiamo il lavoratore schiacciato da sindacalasti e datori di lavoro, dall'altro di sicuro vi troveremo la scarsa qualità del lavoro, in quanto è logico pensare che se la classe lavoratrice non dovesse avere i propri canoni lavorativi si troverebbe a compiere la propria mansione in maniera negativa, andando a incrinare enormente quella che potrebbe essere una serena produzione.

E allora da tutto ciò chi ci guadagna? 

Certamente la classe dirigenziale, squalo dell'impresa, che come in un grosso mercato fa girare uomini e denaro senza dignità, come in una grossa spirale dalla quale sottrarsi sembra quasi utopia se non vi si oppone una politica degna, sentita, sociale e nazionale che possa essere da formula e antitesi ad un sistema che logora, spolpa e getta ad un angolo i figli della nazione.

Lo stesso governo attuale non riesce minimamente a far pensare ad una politica del lavoro libera, sociale e nazionale che possa innescare una rivoluzione culturale da cui scaturirà, per forza di cose, una rivoluzione politica e quindi del lavoro. Manca una visione che dia modo ad una collaborazione proficua di classe che garantisca qualità del lavoro ma anche produzione in chiave orgogliosamente patriottica; infatti, il lavoratore dovrà sentirsi parte integrante dello Stato, perno principale per l'avanzata della nazione e del suo lustro dinanzi al mondo intero, che rientri pienamente in un'economia statale e non nell'oramai disastroso e attuale sistema liberalcapitalista  che è sempre più una grande società per azioni, manovrata da potenti e lobbisti che sono nemici indiscussi da sempre.

Detto ciò, non vi è volontà di negare proprietà privata o aziende private, anzi che ben venga la formazione di una neoclasse imprenditoriale che sia comunque rispettabile dei canoni imposti dall'economia statale, quasi corporativa o almeno su modello di ciò che fu durante il Fascismo ma senza, ovviamente, riproporne le identiche sembianze per semplice anacronismo. Insomma, dare vita all'uomo nuovo significa inserirlo in ogni contesto e settore del lavoro, eliminando una volta per tutte quel becero viscidume versato all'esclusivo riempimento delle proprie tasche che danni di immense proporzioni ha causato all'Italia, all'Europa e al mondo intero.

Tutto ciò è auspicabile se un'avanguardia, improntata  in questa "visione del mondo", prenda in mano le redini della Patria e la conduca verso un futuro di salvezza, speranza e gloria. Con il passare del tempo ci rendiamo sempre più conto che l'impero liberista cade a pezzi su stesso e per fare in modo che spariscano anche le macerie, bisogna cominciare  a ragionare in maniera collettiva in un contesto lavorativo e individuale nella formazione esclusivamente spirituale, quasi religiosa nel constatare che la propria esistenza è da forgiare in base al benessere della Nazione e dei suoi figli.

sabato 22 dicembre 2018

2018 da Botto | Terzo consigliere comunale per Forza Nuova. Trieste, Milano ed ora Bolzano

di Defend Italia

Il 2018 si conclude con i botti per  Forza Nuova, altra consigliera circoscrizionale  passata nel movimento capitanato da Roberto Fiore. Si tratta del terzo consigliere in importanti Città, che decide di rappresentare le istanze forzanoviste, oltre ad una miriade di condsiglieri eletti in piccoli borghi da nord a sud. il governo vagamente nazionalista non ha fermato la crescita dei nazionalisti autentici.

- Fabio Tuiach, consigliere comunale di Trieste, passato dalla Lega a Forza Nuova, oltre ad essere ex campione d'Italia dei pesi massimi di pugilato, titolo perso di recente.

- Roberta Perrone, consigliera circoscrizionale, ex capogruppo della Lega Nord nel Consiglio del Municipio 5, di Milano passata anch'essa in FN

- Ultima ad aderire Caterina Foti, consigliera circoscrizionale di Bolzano, eletta con CasaPound e passata da pochi giorni con Forza Nuova.

DA INDISCREZIONI

«Sembra che ci siano altre trattative, tra FN ed altri esponenti politici eletti in consigli comunali e circoscrizionali di importanti Città del Nord, pronte ad emulare i colleghi e passare nella formazione più a destra d'Italia».



venerdì 14 dicembre 2018

GLOBAL COMPAT | Il Vaticano e la liberalizzazione immigrazionista


di Igor Colombo (Defend Italia) 

 Accogliere, proteggere ed integrare , all’ordine ed al servizio di queste tre parole il Vaticano arriva a Marrekech  per sedersi al tavolo delle Nazioni Unite e dire si al Global Compact ,accordo che prevede una sorta di liberalizzazione globale dei flussi immigratori.  Di questa posizione da  parte di chi guida la Chiesa Cattolica aperta all’ecumenismo ed alla libertà religiosa di certo non può sorprenderci , visti anche i continui discorsi tenuti da Bergoglio a sostegno dell’immigrazione, facendo altresì  anche paragoni forzati e fantasiosi , mossi da marchiani errori teologici ed anche storici e geografici , specie quando ha più volte paragonato la fuga in Egitto da parte della Sacra Famiglia per sfuggire alla furia tirannica di Erode il Grande, raccontando l’episodio del Vangelo adattandolo motu proprio  alla tematica attuale.  Ma se il Vaticano va a sedersi  ai tavoli Onu e dare il suo sostegno, pur non avendone alcun titolo non essendone Stato membro,  tutto ciò è spinto da una ispirazione di fondo di carattere squisitamente finanziario ,dal momento che la vera e propria mente che è stata dietro a tutta questa posizione della Santa Sede  a sostegno del fenomeno immigratorio è quella di un signore, deceduto all’inizio di questo 2018 , Peter  Sutherland ,  un magnate irlandese amico di Soros e con la sua stessa demoniaca visione mondialista cui lo stesso Bergoglio affidò la presidenza dell’ “INTERNACIONAL CATHOLIC MIGRATION COMMISSION” una specie di grande fratello economico vaticano sui flussi immigrazionisti.  Il  papa argentino in più    concesse a  anche di amministrare il patrimonio della sede Apostolica a questo signore già membro del gruppo Bilderberg  e dirigente della Goldman Sachs.  Peter Sutherland   è stato il vero ispiratore delle parole di Bergoglio, la sua visione che è stata scolpita nel pensiero vaticanista-modernista e che sta interpretando e portando avanti a menadito attualmente il segretario di Stato Vaticano il cardinale Parolin , vuole l’abolizione di tutti i confini nazionali, l’integrazione e la sostituzione di popolo,  il tutto con un ruolo non di poco conto giocato dal Vaticano che attraverso le sue innumerevoli associazioni sparse sui territori, dalla stessa accoglienza continua a ricavare  ingenti profitti economici. Da un punto di vista dunque di primogenitura dell’idea di questo folle Global Compact,  la partecipazione del Vaticano è più che legittima in quanto  il vero ideatore di tale progetto è stato l’uomo d’affari cui si è affidato Bergoglio  ,dal momento che Peter Sutherland oltre ad aver ricoperto vari incarichi negli enti sovranazionali fu  nominato dall’ex capo dell’Onu ,Kofi Annan ,rappresentante delle Nazioni Uniti per le questioni migratorie appunto,incarico che ricopri per circa 10 anni.  Dunque la Chiesa del Concilio sotto questo pontificato avrebbe scelto bene il suo uomo cui demandare i propri affari internazionali su certe tematiche che rappresentano attualmente una Eldorado per chi con l’immigrazione fa affari, dalle Ong ,ai vari governi compiacenti , un piano progettato con la massima oculatezza ed astuzia come tutti quelli messi in piedi dal nuovo ordine mondiale che ingloba anche il Vaticano per l’attuazione dei suoi obiettivi finali ed esiziali per i popoli e le nazioni.

martedì 11 dicembre 2018

SALVINI: «HEZBOLLAH TERRORISTA», CHE PASTICCIO!

di Davide Pirillo (Defend Italia)

Il ministro della difesa Elisabetta Trenta, si è lamentata della gaffe di Salvini su Hezbollah, l'Esercito\Partito riconosciuto anche dall'esercito regolare libanese, baluardo della lotta contro l'ISIS e contro il terrorismo islamista, composto da truppe di sciiti libanesi moderati e attivo oggi sul teatro siriano contro le milizie del disgregato califfato dell'IS. 

Hezbollah è odiata da Israele perchè nel 2006 ha respinto  tenacemente la stessa Israele durante una invasione sui confini libici, umiliandola, in quello che è ricordato come il secondo conflitto tra Israele e Libano.

Il mondo arabo è complesso ed ha equilibri precari e delicati, come una cristalleria, dove Salvini dovrebbe entrare lasciando a casa la  "ruspa". 

Non a caso è il Ministro della difesa a lamentarsi, perchè anche l'Esercito Italiano ha canali di contatto con Hezbollah, con cui collabora nelle missioni Unifil; oltre al fatto che non è stata mai dichiarata organizzazione terroristica nè dallo Stato italiano, nè dalla maggioranza delle nazioni europei.

Inoltre Hezbollah mantiene da sempre rapporti politici col nazionalismo italiano, in passato Roberto Fiore  (leader di Forza Nuova) in visita in Libano è stato ospite degli alti vertici del partito di Hezbollah, lo stesso ha incontrato successivamente suoi funzionari anche nella visita ufficiale  ai ministeri del governo siriano di Assad, che ha riconosciuto come interlocutore europeo privilegiato  APF il gruppo di eurodeputati eletti con i movimenti nazionalisti di alcune nazioni e guidati da Roberto Fiore, segretario internazionale del gruppo.

Non è Hezbollah il nostro nemico, tutt'altro. 

Salvini ha risposto con un «che ho detto di strano?», non può giocare a far credere che i combattenti sciiti di Hezbollah siano terroristi, gli italiani non sono nè così stupidi nè così pro-sionisti.

QUESTO IL POST DI TRENTA:

«Non vogliamo alzare nessuna polemica, ma tali dichiarazioni mettono in evidente difficoltà i nostri uomini impegnati proprio a Sud nella missione Unifil, lungo la blue line. Questo perché il nostro ruolo super partes, vicini a Israele e al popolo libanese, è sempre stato riconosciuto nell’area. Tra l’altro l’Onu la sua parte la sta già facendo, c’è una missione, si chiama Unifil, da oltre 12 anni, e il comando è oggi sotto la guida italiana per la quarta volta»

domenica 9 dicembre 2018

PARIGI, DIFFUSO MANIFESTO UFICIALE GILET GIALLI: QUESTA È RIVOLUZIONE, SIGNORI!

di Davide Pirillo (Defend Italia)

  Programma ufficiale dei Gilets Jaunes.

Questo è il manifesto ufficiale lanciato dai Gilet Gialli francesi, un programma sicuramente rivoluzionario ed incredibilmente nazionalista, usiamo il termine "incredibilmente" perchè è partito dalla pancia della Francia più profonda e non da un partito di estrema destra. Le tematiche sono quelle del mondo politico nazionalista, che si evolvono in istanze di popolo. Questa è rivoluzione, signori!

Tra le ricette: Fuori dalla Nato, fuori dalla U€, contro il debito pubblico, stop immigrazione, no ideologie (gender?) nelle scuole ed altro totalmente condivisibile. 

Il popolo italiano deve necessariamente accodarsi, questa  è la vera occasione, questa è la rivoluzione che ci chiama al fianco dei fratelli europei per le autodeterminazioni nazionali dei nostri popoli. 

Leggete Programma:

(Traduzione a cura di Nicoletta Forcheri)

I. ECONOMIA LAVORO

STATI GENERALI della fiscalità: sancire nella Costituzione l’impossibilità per lo Stato di prelevare oltre il 25% della ricchezza dei cittadini

AUMENTO immediato del 40% del reddito minimo garantito, delle pensioni e dei sussidi sociali

ASSUNZIONE di massa di funzionari per garantire la qualità dei servizi pubblici come  prima della revisione generale della funzione pubblica (nel 2007): stazioni, ospedali, scuole, poste

CASE: piano di costruzione di 5 milioni di case popolari per ridurre il canone, l’immobiliare, e ridinamizzare l’economia con nuove assunzioni. Punire i sindaci e i prefetti che lasciano dormire fuori i senza tetto

BANCHE: ridimensionarle per tutelarci dalle crisi, spezzare i monopoli, separare le banche d’investimento da quelle commerciali, e vietare i salvataggi di banche dal pubblico

CANCELLARE il debito che non ha nessuna ragione di essere, è già stata pagato varie volte

II POLITICA

COSTITUENTE: riscrivere una Costituzione del popolo e per gli interessi del popolo sovrano. Istituzione di referendum di iniziativa popolare.

DIVIETO delle lobby e di altri gruppi di influenza. Esclusione dalla vita politica di chiunque abbia una fedina penale sporca e porre fine al cumulo dei mandati

9. FREXIT: uscita dall’euro per ricuperare la sovranità monetaria, politica ed economica (nel rispetto del referendum del 2005), ricusare l’articolo 123 del trattato di Lisbona per riguadagnare il diritto di battere moneta (50 miliardi di economia l’anno)

10. EVASIONI FISCALI: ricuperare gli 80 miliardi di euro evasi ed abbandonati dallo Stato ogni anno al CAC 40 (borsa)

11. ARRESTO immediato delle privatizzazioni e ricupero dei beni pubblici: autostrade, ferrovie, parcheggi

12.RADAR E VIDEOCAMERE. ritiro degli autovelox e delle videocamere per le  multe che non sono altro che tasse travestite

ISTRUZIONE: escludere qualsiasi ideologia dal ministero ed escludere le tecnologie educative distruttive (Gender? N.d.R).

GIUSTIZIA: quadruplicare il bilancio giustizia e limitare per legge la durata dei procedimenti. Semplificare e rendere totalmente gratuita la giustizia e accessibile a tutti

MEDIA: spezzare i monopoli e i clientelismi politici. Rendere i media accessibili ai cittadini e garantire la pluralità di opinione. Porre fine alla propaganda degli editori. Ritirare le sovvenzioni pubbliche dai media (2 miliardi l’anno) e le esenzioni fiscali dei giornalisti

GARANTIRE LA libertà ai cittadini e inserire in Costituzione il divieto di ingerenza dello Stato nell’istruzione, nell’educazione, nella famiglia, nella salute…

III SALUTE/ECOLOGIA

OBSOLESCENZA PROGRAMMATA: allungare le garanzie a dieci anni minimo garantendo l’offerta di parti di ricambio

PLASTICA: vietare quanto prima la commercializzazione di bottiglie, bicchieri e imballaggi inquinanti

LABORATORI FARMACEUTICI: ridurne l’influenza, stati generali della salute e dell’ospedale

AGRICOLTURA: divieto di OGM, dei pesticidi, dei perturbatori endocrini, e delle monoculture

REINDUSTRIALIZZAZIONE della Francia per evitare le importazioni e quindi l’inquinamento

IV GEOPOLITICA

22 NATO: uscita immediata dalla NATO e divieto per l’esercito francese di partecipare a qualsiasi guerra di aggressione

23 FRANCIAFRICA: cessare il saccheggio delle risorse africane e le ingerenze politiche e militari.  Restituire i soldi dei dittatori e dei beni saccheggiati ai loro popoli. Rimpatriare immediatamente tutti i soldati francesi. Porre fine al sistema del franco africano che mantiene l’Africa nella povertà. Stringere rapporti paritetici con gli Stati africani

24.  IMMIGRAZIONE: impedire i flussi migratori impossibili da accogliere e a integrare visto la crisi di civilizzazione che stiamo vivendo

POLITICA ESTERA: rispetto scrupoloso del diritto internazionale e degli impegni presi

Queste 25 proposte cambieranno immediatamente il quotidiano dei francesi. Solo gli articoli 9 e 10 di questa Carta possono produrre 130 miliardi l’anno al Tesoro. La Francia è un paese ricco, il suo popolo prode e lavoratore, non ha bisogno di vivere nella miseria.